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messa a fuoco > mostre fotografiche












Irene Hopfgartner, Untitled 2009, digital photography, courtesy l’artista
(da www.fondazione-crmo.it)
INTERNATIONAL DEPARTURE: GATE10
VENTISEI ARTISTI DI PROVENIENZA INTERNAZIONALE
Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino
12 giugno – 11 luglio 2010
Ventisei giovani artisti di provenienza internazionale stanno per "atterrare" negli spazi espositivi dell'ex ospedale Sant'Agostino di Modena in occasione di International Departure: Gate 10, una rassegna dedicata agli allievi di alcune tra le più prestigiose scuole di fotografia europee, in programma dal 12 giugno all' 11 luglio 2010.
In mostra, in un percorso a cura di Filippo Maggia, ci saranno le opere di 26 studenti selezionati tra 11 istituzioni di 6 diversi paesi europei che da anni si distinguono nel campo della formazione: Royal College of Art di Londra, Stills - Scotland's Centre for Photography di Edimburgo (Gran Bretagna); Academie St. Joost di Breda (Olanda); Akademie der Bildenden Künste di Vienna, Universität fur angewandte Kunst di Vienna, Kunstuniversität di Linz (Austria), Academy of Visual Arts di Lipsia (Germania), Universidad Politecnica de Valencia (Spagna), Accademia di Belle Arti di Catania, Fondazione Marangoni di Firenze, CFP Bauer di Milano (Italia).
L'evento si propone di valorizzare l'opera di giovani artisti che si stanno affacciando sulla scena artistica internazionale, offrendo loro l'opportunità di esibire in un contesto istituzionale e di confrontarsi con altri "colleghi" europei. Un obiettivo in linea con le finalità didattiche ed educative che caratterizzano Fondazione Fotografia, il progetto culturale promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in parallelo alla creazione di una Collezione di fotografia contemporanea. È da inquadrarsi in questo scenario anche l'avvio di un Master internazionale di alta qualificazione nel campo della fotografia e dell'immagine, a partire dall'anno accademico 2011/2012.
TRE. CASALI, DE PIETRI, FRAPICCINI, JODICE, LEOTTA, MUSI, NICOSIA.
Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino
11 aprile – 30 maggio 2010
Inaugura sabato 10 aprile 2010 il nuovo appuntamento con la fotografia italiana contemporanea di Fondazione Fotografia, il progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena curato da Filippo Maggia. Sono sette gli autori in mostra, protagonisti del terzo nucleo di acquisizioni della collezione di fotografia italiana contemporanea della Fondazione, che in questa occasione presenta a fianco di nomi ampiamente affermati a livello nazionale e internazionale come Paola De Pietri, Francesco Jodice, Pino Musi e Carmelo Nicosia, anche le opere dei tre giovani autori under 35 – Lorenzo Casali, Eva Frapiccini e Renato Leotta – selezionati lo scorso anno attraverso il concorso Special Italia.
Sviluppata lungo un percorso di oltre 70 opere, tra fotografie, video e installazioni – tra cui oltre 50 entrate in collezione - la rassegna rimarrà aperta con ingresso gratuito fino al 30 maggio 2010 nelle sale espositive dell’ex ospedale Sant’Agostino (Largo Sant’Agostino 228, Modena).
Tratto distintivo della mostra – così come dell’intera collezione italiana, composta finora dei capitoli Uno. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari e Due, Andreoni, Campigotto, Ferrero Merlino, Pirito, Rivetti, Thorimbert – è l’eterogeneità degli stili e delle ricerche presentate, dettate da approcci differenti al mezzo fotografico e ai codici visivi dell’immagine.
Come in un atto di estremo saluto, Lorenzo Casali (Tradate, Va, 1980) ritrae gli interni delle abitazioni del quartiere popolare Crooswijk di Rotterdam, in corso di demolizione per consentire la nuova costruzione di un complesso residenziale di lusso. Nel registrare il naturale movimento della luce sui muri, il video Permanence 2 esplora il delicato affiorare delle tracce di vita vissuta, stratificata sulle superfici.
Il confine precario tra la memoria e l’oblio ritorna come tema centrale dell’ultimo progetto fotografico di Paola De Pietri (Reggio Emilia, 1960) dal titolo To Face. Ripercorrendo i luoghi del fronte della prima guerra mondiale sul crinale alpino e prealpino, l’artista ritrae la progressiva disintegrazione dei segni inferti alla montagna dagli eventi bellici, riassorbiti nell’ambiente naturale. Sospese ed evanescenti, le immagini rimandano all’inevitabile perdita del ricordo, destinato col passare delle generazioni a uscire dalla sfera privata per rientrare nell’anonimato della Storia.
A un altro genere di tematiche, questa volta di grande attualità, introduce il lavoro di Eva Frapiccini (Recanati, 1978) che con l’installazione Street Fighters chiama in causa il fenomeno delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro, di cui il nostro Paese detiene tuttora il primato europeo. A cavallo tra denuncia sociale e narrazione privata, il suo lavoro coinvolge lo spettatore a confrontarsi con un tema tanto grave quanto abusato nella comunicazione mediatica.
Francesco Jodice (Napoli, 1967) concentra da sempre la sua ricerca sull’interazione uomo-ambiente e sull’analisi del paesaggio sociale. Le immagini che compongono il progetto in mostra What We Want descrivono la geografia urbana di luoghi modificati di recente o in temporanea trasformazione, ridisegnati a propria immagine e somiglianza dai loro fruitori, che, come moderni pionieri, imprimono allo spazio la proiezione dei propri desideri.
Interessato ai meccanismi mediali dell’immagine, Renato Leotta (Torino, 1982) utilizza la fotografia come strumento per portare alla luce tracce e isolare frammenti, eludendoli dal loro contesto iniziale per ricondurli a un discorso più ampio sul linguaggio visuale. Nella serie Pompei esamina i resti degli affreschi murari nelle due città romane, che diventano punto di partenza per una rilettura della pittura in chiave psicologica e sociale.
Presentati sotto il titolo Hybris – nell’antica Grecia la “presunzione di forza” dell’uomo che sfida gli Dei - gli scatti di Pino Musi (Salerno, 1958) conducono all’interno di sale operatorie, immortalate nell’attimo immediatamente successivo all’intervento. Teatro dell’ostinata lotta dell’uomo contro l’ineluttabilità dei suoi limiti terreni, esse si caricano della tensione estrema dello sforzo umano, della speranza come della disperata determinazione.
Infine, come un flusso ininterrotto di immagini sospese tra sogno, realtà e visione, l’ultimo lavoro di Carmelo Nicosia (Catania, 1960) esplora lo stato di alterazione percettiva ottenuto attraverso la prospettiva aerea. Una grossa nuvola oscurò il cielo… si relaziona con l’elemento aria e sovrappone continui piani di interpretazione, narrativi e visivi al contempo, per un viaggio immaginifico che travalica i confini spazio-temporali.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue edito da Skira che raccoglierà, sotto forma di catalogue raisonnée, le opere entrate in collezione, introdotte da un testo critico di Filippo Maggia e da biografie e statement per ogni artista.
UNO. BASILICO, FONTANA, GHIRRI, JODICE, VACCARI.
Modena, Ex Ospedale Sant'Agostino,
29 marzo - 24 maggio 2009
Dal 29 marzo al 24 maggio 2009 gli spazi recentemente recuperati dell'ex ospedale Sant'Agostino di Modena ospitano la mostra UNO. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari, a cura di Filippo Maggia. L'esposizione presenta al pubblico per la prima volta le nuove rilevanti acquisizioni italiane della Collezione di fotografia contemporanea e video d'artista della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, unitamente a una selezione di opere selezionata dagli stessi artisti: oltre 130 opere, tra fotografie e installazioni.
Pietre miliari della fotografia contemporanea italiana, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice e Franco Vaccari sono fra i protagonisti che più hanno contribuito all'evoluzione della teoria e del linguaggio fotografico negli ultimi decenni. Tutti appartengono alla stessa generazione nata a cavallo degli anni Quaranta e hanno vissuto le grandi vicende storiche e artistiche che hanno segnato l'Italia dal secondo dopoguerra in poi. Le loro storie personali si sono spesso intrecciate, avvicinate, sovrapposte, pur inseguendo ognuno la propria ricerca intellettuale e linguistica prima ancora che stilistica.
PERIODO
Dal 29 marzo al 24 maggio 2009
INGRESSO GRATUITO
ORARI
Martedì - domenica 11 - 19
Chiuso il lunedì
Aperture straordinarie:
Lunedì 13 aprile
VISITE GUIDATE A INGRESSO GRATUITO
sabato 4 aprile ore 11.30
sabato 18 aprile ore 11.30
giovedi 23 aprile ore 18
sabato 9 maggio ore 11.30
sabato 16 maggio ore 11.30
sabato 23 maggio ore 11.30
SEDE
Modena
Ex Ospedale Sant'Agostino
Via Emilia Centro, 228
Info 335 1621739
CURA
Filippo Maggia
CATALOGO
Skirà Editore,112 pagine a colori
Con testi di: Andrea Landi, Filippo Maggia, Claudia Fini
PRODUZIONE
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Via Emilia Centro, 283
41100 Modena
Tel. +39 059 239888
Fax +39 059 238966
E-mail: info@mostre.fondazione-crmo.it
www.fondazione-crmo.it
La montagna rivelata
Fotografie dell'Ottocento dalla collezione Fineschi
(29 marzo-24 maggio 2009)
Dal 29 marzo al 24 maggio il Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena espone all'ex ospedale modenese Sant'Agostino oltre 100 scatti della seconda metà dell'800 che illustrano la conquista delle cime più alte: da quelle europee alle asiatiche, alle indiane e africane. Foto dalla collezione Fineschi realizzate da grandi alpinisti-fotografi come Vittorio Sella e il Duca degli Abruzzi Pionieri dell'alpinismo e della fotografia. La mostra "La montagna rivelata. Fotografie dell'Ottocento dalla collezione Fineschi" presenta una selezione di oltre 100 foto antiche, scelte tra le più suggestive per soggetti, tecniche e completezza della documentazione, scattate da una trentina di fotografi-alpinisti alla metà dell'800. La rassegna, realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, verrà allestita nei rinnovati locali dell'ex ospedale Sant'Agostino e sarà aperta al pubblico dal 29 marzo al 24 maggio. La mostra e il relativo catalogo (bilingue, edito da Skira) sono a cura Chiara Dall'Olio, direttrice del Fotomuseo Panini, con testi dello storico della montagna Giuseppe Garimoldi e una presentazione di Giovanni Gozzini docente di Storia Contemporanea presso l'Università di Siena. In un itinerario espositivo diviso geograficamente dall'Europa verso Oriente sono esposte per la prima volta foto di percorsi e vette delle catene più alte del mondo, dalle Alpi ai Pirenei, al Caucaso, all'Himalaya, al Karakoram. Le prime avventurose salite, i ghiacciai, i crepacci, le vallate scoscese, le tempeste e le cime innevate, restituite attraverso immagini che, nell'intento degli autori, volevano essere impersonali e scientifiche, ma che tradiscono ancora l'ammirazione romantica per gli spettacoli naturali più maestosi e sublimi. "La montagna rivelata" mette in mostra le fotografie, vero diario di bordo, di grandi alpinisti-fotografi come Vittorio Sella, il Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia, George Sommer, i fratelli Bisson, i fratelli Charnaux, Adolphe Braun, George Tairraz, George Dixon Abraham, Farnham Maxwell Lyte, Samuel Bourne, ma anche tanti altri, ancora da identificare o noti fino a oggi soprattutto agli specialisti. La mostra documenta ampiamente l'epopea ottocentesca delle prime spedizioni geografiche organizzate non solo da istituzioni e governi degli Stati europei - come quella dei fratelli Bisson che nel 1859 ebbero l'incarico di documentare le Alpi della Savoia quando la regione fu ceduta da Vittorio Emanuele II a Napoleone III - ma anche da alpinisti-esploratori appassionati. Tra questi Vittorio Sella, che tra il 1880 e il 1893 fece ammirare i suoi scatti delle Alpi in tutta Europa. Sella partecipò anche come fotografo all'ultima spedizione nel Caucaso organizzata da Douglas Freshfield, avvocato, scrittore e alpinista, presidente dell'Alpine Club e segretario onorario della Royal Geographic Society e in seguito tornò ancora sulle cime del Caucaso nel 1890 e nel 1896, e nel 1899 di nuovo con Freshfield in Sikkim sul Kanchenjunga. Vittorio Sella fu inoltre il fotografo delle spedizioni organizzate da Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, appassionato alpinista, nel 1897 in Alaska al Monte Sant'Elia, nel 1906 in Africa sul Ruwenzori e nel 1909 nel Karakoram. Già a partire dal 1860 la maestosità della catena dell'Himalaya era stata rivelata al mondo dalle fotografie di Samuel Bourne, mentre solo negli anni Venti del Novecento si compirono i primi tentativi, falliti, di conquista dell'Everest, organizzati dal Mount Everest Comittee (1921, 1922, 1924), fino alla conquista nel 1931 del Kamet (7756 m.), la montagna più alta violata fino ad allora, da parte dell'alpinista e fotografo Francis Sydney Smythe.
Le foto in mostra, oltre al racconto dei viaggi e dei luoghi, testimoniano le sperimentazioni tecniche messe in atto da ogni fotografo, in un'epoca nella quale ancora non esistevano procedimenti standardizzati, alla ricerca della resa migliore non solo della definizione dell'immagine e della luce ma anche della sensazione dell'aria ghiacciata, del vento, delle nuvole in movimento. Ne risultano vedute declinate in tutte le variazioni possibili: dall'imponenza sublime delle vette, alla purezza abbagliante dei ghiacciai, dall'intimità delle poche presenze umane, alla poeticità di certe vallate, piccoli laghi, fiordi.
La collezione Fineschi, ricca di quasi 300 immagini, si sviluppa a cavallo fra Otto e Novecento, raccoglie le opere di circa trenta alpinisti-fotografi fra i più significativi del panorama europeo, ed è corredata dai resoconti delle loro spedizioni pubblicati in importanti quanto rari volumi, alcuni dei quali visibili in mostra. Un sistema touch screen rende possibile sfogliare questi volumi per far comprendere al pubblico il primo scopo e utilizzo delle fotografie esposte.
"La montagna rivelata: Fotografie dell'Ottocento dalla collezione Fineschi"
A cura di
Chiara Dall'Olio
Inaugurazione
sabato 28 marzo ore 17.30
Periodo
29 marzo- 24 maggio 2009
Luogo
Modena, ex ospedale Sant'Agostino, via Emilia Centro 228
Orari
martedì - domenica 11-19
Ingresso
gratuito
Catalogo
Skira, 136 pagine, 35 euro (gratuito per i sostenitori Fotomuseo 2009)
Con testi di: Chiara Dall'Olio, Giuseppe Garimoldi, Giovanni Gozzini
Ufficio stampa
MediaMente Comunicazione
059.347027 stampa@contestoweb.com
www.fotomuseo.it
Modena in fotografia (dal 14 marzo 2009)
Dal 14 marzo il Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena inaugura nelle sale espositive di via Giardini 160 la nuova mostra permanente dedicata alla città geminiana e alla sua evoluzione Un percorso fotografico sulla storia di Modena che mette in luce non solo l'evoluzione delle tecniche fotografiche, ma anche le trasformazioni e i principali cambiamenti che hanno caratterizzato la città emiliana a livello urbanistico e sociale.
L'esposizione permanente ripercorre un arco cronologico di oltre cento anni e racconta in modo dettagliato la Modena di altri tempi, grazie al grande spessore evocativo delle immagini in mostra. Foto storiche dai depositi del Fotomuseo Panini che rendono possibile un viaggio nel tempo e nello spazio, consentendo al visitatore di immedesimarsi in un cittadino modenese o in un viaggiatore della fine dell'Ottocento. Si possono ammirare scatti di come era l'antico ingresso occidentale in città, attraverso Porta Sant'Agostino, con le mura ancora integre e, via via, le altre porte di Modena: Porta San Francesco, Porta Bologna passando per il Baluardo di San Pietro, Porta Castello e la zona circostante, con la darsena ora scomparsa. Il nuovo percorso del Fotomuseo fa rivivere gli avvenimenti modenesi più significativi e i cambiamenti della città in oltre 100 anni. Piazza Grande, ad esempio, è immortalata come pittoresco luogo di mercato alla fine dell'Ottocento e come teatro della scenografica trebbiatura del grano colto negli orti di guerra durante il fascismo. La stessa piazza, che pochi anni dopo ha ospitato il maggiore dei rifugi antiaerei, è poi ritratta durante la guerra con il Duomo bombardato e nel corso delle calde manifestazioni politiche e sociali nel secondo dopoguerra. "Ritratto di una città. Modena in fotografia" mette inoltre in evidenza i cambiamenti urbanistici della città: dall'abbattimento delle mura allo sventramento del quartiere Armaroli per la realizzazione di Piazza Matteotti, dall'allargamento del centro cittadino verso le campagne alla copertura dei canali. E poi ancora i tanti episodi che hanno coinvolto il capoluogo emiliano in un arco temporale così vasto: dai più drammatici fatti storici come i bombardamenti del 1944 e i cosiddetti "fatti di Modena" alle Fonderie, il 9 gennaio 1950, agli anni della ricostruzione, che a Modena vedono la nascita del famoso aerautodromo e del nuovo mercato bestiame, ai tempi uno dei maggiori d'Europa. Ma anche scatti di eventi "minori", che hanno contribuito a importanti cambiamenti nella vita quotidiana, come il passaggio dell'ultimo tram a cavalli (detto omnibus), sostituito poi dai tram elettrici, dai filobus e dai moderni autobus.
Protagonisti, naturalmente, i modenesi, spettatori e attori di quella storia che si dipana in mille sfaccettature: politiche, sociali, culturali e sportive, fino alla quotidianità più spicciola, verso la quale viene più spontaneo identificarsi.
"Ritratto di una città. Modena in fotografia"
A cura di
Fotomuseo Giuseppe Panini
Inaugurazione
sabato 14 marzo ore 17.00
Periodo
dal 14 marzo 2009
Luogo
Modena, via Giardini 160
Orari
lunedì chiuso
martedì - venerdì 9,30/12 - 15/17
sabato e domenica e festivi 10/13 - 15/19
Apertura straordinaria lunedì 13 aprile 10/13 - 15/19
Chiuso domenica 12 aprile
Ingresso
gratuito
Ufficio stampa
MediaMente Comunicazione
059.347027 stampa@contestoweb.com
www.fotomuseo.it
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Ditelo con i fiori, scatti di Marco Corradini
Una mostra fotografica dal 21 marzo al C.E.A. cittadino
Il Centro di Educazione Ambientale dell'Unione delle Terre d'argine (C.E.A.) di Palazzo Castelvecchio in piazzale Re Astolfo a Carpi propone nei suoi spazi espositivi dal 21 marzo al 19 aprile prossimo la mostra fotografica Ditelo con i fiori. Il fotografo Marco Corradini ci racconterà con i suoi scatti l'esplosione di colori tipica dell'inizio della primavera.
L'inaugurazione della rassegna, ad ingresso gratuito, è prevista per le ore 10.30 di sabato 21 marzo. La mostra sarà visitabile nelle giornate di lunedì, mercoledì e giovedì (ore 10/13), sabato, domenica e festivi (ore 10-12.30 e 15.30-19). Sponsor dell'iniziativa sono Cookies bar e Fioreria M.G.M.
Per informazioni
C.E.A., telefono 059 688380, cedam.carpi@carpidiem.
Mostra Fotografica - FotoCarpi09: "Incontri"
Da venerdì 1 a mercoledì 20 maggio
Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio
Orari:
giovedì 10.30/12.30
venerdì, sabato e domenica 10.30/12.30 - 16.00/19.00
Ingresso libero e gratuito
Nello stesso periodo verranno esposte opere del Gruppo anche presso i negozi del Centro Storico di Carpi:
Libreria la Fenice - Ventanni - Tappeti Persiani e Orientali
Erboristeria Le Gemme - Bloomy - Blond - La Casalinga
La Pelletteria - Tsnami Donna - Bellelli Uomo - Ottica F.lli Lugli
Bellelli Uomo - Negozio B - Bar Galleria - Marzi & C, Extrò Love Couture
Pelletteria Nora - Immagine - Cipria - Libreria Mondadori - Rinaldi Interni
Silvestri & Taddei - Bar Gelateria Roma - Farmacia Dell'Assunta
Anceschi G - Tepee - Focherini Sport - Caffè del Corso - Merceria Ivaldo
Saranno rispettati gli orari delle attività commerciali.
A cura del Gruppo fotografico Grandangolo
con il patrocionio della Città di Carpi
Per informazioni
059/685726 - 333/9442072 - mail vbalboni@libero.it
In occasione della manifestazione
FOTOINCONTRI 2009 a San Felice s/Panaro (MO)
dal 19 al 28 Giugno
una serie di mostre rimarranno aperte al pubblico
con il seguente orario:
- Feriali dalle 21 alle 23
- Sabato e Domenica: dalle 16 alle 20.
UNDER 18 DAI LABORATORI SULLE PERSONALI
DI MARK DION E OLIVO BARBIERI
30 maggio - 12 luglio 2009
Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
La mostra esito dei laboratori didattico-espressivi del progetto Under 18 Percorsi d'arte Contemporanea per ragazzi a cura di Sonia Fabbrocino per la Galleria Civica di Modena.
Nel complesso la mostra documenta e raccoglie progetti fotografici e piccole installazioni in forma di scatole-teche realizzati dagli studenti nel corso dei laboratori incentrati sulle mostre Olivo Barbieri. site specific_MODENA 08 (17 maggio - 12 luglio 2009 Palazzo Santa Margherita), e Mark Dion. Concerning Hunting (1 febbraio - 26 aprile 2009 Palazzo Santa Margherita), organizzate e prodotte dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
I ragazzi autori dei lavori esposti - studenti di 8 classi delle scuole medie Guidotti, Paoli, Ferraris, Carducci di Modena, della scuola media Ferrari di Maranello, e dell'Istituto Cattaneo di Modena.
La mostra resterà aperta fino al prossimo 12 luglio con i seguenti orari:
da mercoledì a sabato 10,30-13,00; 16,00-19,30, domenica e festivi 10,30-19,30
lunedì e martedì chiuso. Ingresso gratuito.
Nella foto: una delle installazioni della mostra (classe 2 c delle Scuole Medie P. Paoli)
I Laboratori nel dettaglio
° L'immagine fotografica è al centro di Raccontare la città, laboratorio sulla mostra Olivo Barbieri. site specific_MODENA 08, allestita a Palazzo Santa Margherita fino al prossimo 12 luglio. Ispirandosi ad essa gli studenti hanno gettato uno sguardo sul quartiere della propria scuola; partendo dall'osservazione delle immagini di Olivo Barbieri hanno documentato l'aspetto urbano del quartiere e della vita che gravita attorno ad esso ricavandone visioni soggettive e riflessioni sui molteplici messaggi visivi e sulla nostra capacità di cogliere ed interpretare la realtà che ci circonda.
Hanno partecipato le classi 2L e 1N della Scuola Media Guidotti Mistrali, 1B e 3D della Scuola Media Ferrari di Maranello.
° Oggetti significativi del nostro vissuto, interpretati attraverso una personale eleborazione, questo il punto di partenza del laboratorio La Storia delle Cose, incentrato sulla mostra Mark Dion. Concerning Hunting, allestita fino allo scorso 26 aprile a Palazzo Santa Margherita: in mostra piccole installazioni in forma di scatole-teche, ricche di oggetti naturali o artificiali, ispirate alla pratica del collezionismo e della catalogazione.
Hanno partecipato le classi 2C della Scuola Media P. Paoli, 3F della Scuola Media Ferraris, 3 D della Scuola Media Carducci e 2D dell'Istituto Cattaneo.
Il Progetto Under 18
Da oltre tre anni la Galleria Civica di Modena promuove il progetto Under 18. Percorsi d'arte contemporanea per ragazzi, laboratori didattico-espressivi dedicati agli studenti di età compresa fra gli 11 e i 17 anni. L'iniziativa, curata da Sonia Fabbrocino, è rivolta a tutte le scuole di primo e secondo grado del territorio modenese.
Il progetto segue una impostazione didattica e metodologica di ricerca ed è strutturato in modo da essere inserito all'interno delle diverse discipline scolastiche.
Si tratta di percorsi formativi graduali che valorizzano il processo creativo e di apprendimento dei ragazzi mediante l'esperienza personale, l'approccio all'arte contemporanea e gli stimoli da essa offerti. Ogni laboratorio prende spunto dalle mostre presentate dalla Galleria Civica di Modena che diventano per gli studenti occasioni per riflettere sulla società e su se stessi come soggetti in crescita.
http:// www.comune.modena.it/galleria
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